CASTEL
SAN GIMIGNANO
Castel San Gimignano è stato, in ordine di tempo,
l'ultimo fortilizio costruito nella terra di San Gimignano e definito
per questo, nei documenti, Castelnuovo. La sua nascita è legata ad
un accordo del 1309 fra i comuni di San Gimignano e Volterra, che prevedeva,
tra l'altro, la costruzione, entro i rispettivi confini e a loro difesa,
di due diversi castelli o edifici murati. In poco più di dieci anni
i sangimignanesi costruirono il loro, con somma cura e particolari
accorgimenti difensivi, al sommo della collina di Montespeculo ad una
decina di chilometri dalla città. Un insediamento militare, protetto da
possenti mura per oltre 400 metri di circonferenza e munito di una rocca,
che accolse anche, fin dalla sua nascita, molte famiglie del contado.
Era stato “ab antiquo” fondo particolarmente ambito dalla potente Curia
Volterrana, il cui vescovo Ildebrando Pannocchieschi ne aveva ottenuto
il feudo, e quindi il diritto di “fodro”, da Arrigo VI nel 1186. Divenuto
“terra murata”, i sangimignanesi ne affidarono costantemente la difesa
ed il comando ai loro maggiori e valenti uomini d'arme, come Jacopo e
Luca da Picchena. Nel 1432 ne viene affidata la difesa al celebre Capitano
di ventura Moro di Bergamo, al servizio dei fiorentini, e nel 1452, a
Jacopo da Colle, che lo difese validamente dagli assalti delle truppe
aragonesi. Ciò che resta della splendida costruzione trecentesca, oltre
all'assetto del borgo ed a qualche casa-torre ripristinata e restaurata
di recente, è un lungo tratto di mura, nei lati nord e ovest, realizzati,
nella parte esterna, in accurato filaretto di pietra locale, che conferisce
alla struttura un'impressione di raffinata eleganza e, insieme, di arcigna
potenza. Queste stesse mura sono state snaturate, specie nella parte di
ponente, da numerose finestre apertevi per dar luce alle case che vi sono
state addossate nel corso dei secoli. Al centro del borgo è rimasto quello
che, per struttura, morfologia ed importanza, viene indicato come il cassero
del castello. C'è una curiosa leggenda che lega questo borgo alla città
di cui ha fatto a lungo la sentinella. I corvi, che nidificano nelle torri
cittadine da secoli, sarebbero i discendenti di alcune coppie allevate
qui da Luca da Picchena, durante il suo soggiorno al comando della guarnigione.
Se ne sarebbe servito per inviare messaggi al Podestà nei “momenti
difficili”. Il borgo, causa un giorno di furibonde lotte fra sangimignanesi
e volterrani, continua a portarsi dietro il suo destino di “castello di
marca”, cioè di confine. Se ne dividono l'abitato i comuni di Colle e
San Gimignano..
